PAROLE IN AZIONE

L’associazione Angeli del Bello Milano ODV è nata nel 2022 con l’obiettivo di difendere e promuovere la bellezza, affrontando il crescente degrado che purtroppo caratterizza molti quartieri della città. A guidare questa missione ci sono passione, un forte senso di appartenenza a Milano e una sana dose di follia creativa, che spingono gli “angeli” a impegnarsi attivamente al cambiamento.

L’ associazione ha dato vita a oltre venti comitati che, ogni settimana, operano in vari quartieri della città, pulendo strade, piazze, parchi e aiuole, con il supporto tecnico di Amsa, che fornisce l’attrezzatura necessaria.
Ma non finisce qui.

Da ottobre 2023 è partito il progetto MAP, che offre a chi ha commesso reati di lieve entità l’opportunità di svolgere lavori di pubblica utilità insieme ai volontari degli Angeli del Bello. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della giustizia riparativa di comunità che, attraverso la cura per il bene comune, promuove il riscatto sociale, l’integrazione, l’autostima e il senso di appartenenza.
Milano sta cambiando.
La città, come spesso accade, riflette lo spirito del suo tempo: un sistema sociale competitivo, frenetico e compulsivo che sembra aver perso coesione e fiducia, incapace di rispondere ai bisogni reali. Non è più la Milano da bere degli anni ’90, né la capitale morale che una volta suonava tanto retorica quanto arrogante. Milano è certamente una città del capitale, dei servizi e delle innovazioni tecnologiche, ma anche quella delle crescenti disuguaglianze sociali, dove il disagio, acuito dalla pandemia, ha portato a un aumento di atti vandalici, sporcizia e degrado.
Più rabbia, più indigenza, più indifferenza.
Meno senso di appartenenza, meno spirito comunitario, meno responsabilità nella difesa del bene comune e meno rispetto tra gli individui. Sfiducia, indifferenza, ansia e pessimismo verso il futuro rendono fragile la spinta all’impegno civico come valore che riguarda tutti.

In questo contesto, l’associazione Angeli del Bello, come altre realtà del territorio che ancora credono nella partecipazione attiva e responsabile al cambiamento, ha formulato un vocabolario di parole guida che riflettono i propri intenti:

 

ARMONIA
Il suono stesso della parola evoca una concordanza di elementi fra loro in sintonia. Accorgersi, nell’ ambiente in cui viviamo, dello sporco, di un arredo urbano devastato, di un’automobile in doppia fila o sulle strisce pedonali, del frastuono del traffico e della qualità dell’aria, della mancanza di aree verdi e di spazi aggregativi, significa sentire che il fuori può diventare fattore di disagio e disturbo che condiziona la nostra interiorità, le relazioni e lo star bene nel luogo in cui si vive.

ATTENZIONE
L’attenzione è antidoto
all’indifferenza. Se volgo lo sguardo a qualcosa e mi accorgo della sua disarmonia rispetto al contesto e alla propria sensibilità, mi oppongo alla noncuranza del “non mi riguarda “.
L’assuefarsi a ciò che è brutto e disarmonico a tal punto da non vederlo più, si insinua lentamente all’interno generando sentimenti di apatia, di anestesia emotiva e di decadente scoramento.

BELLO
Il fondamento del riconoscimento del bello, dell’estetica come arte del sentire, del prendere coscienza, sta nella sua radice etica, ossia in ciò che ha valore, nella capacità di prendere posizione, di scegliere e di agire coerentemente. In tedesco Shön (bello) è connesso al verbo Schonen che significa proteggere. Il bello e il riconoscimento di ciò che bello non è, ci invitano ad avere riguardo, a difendere il bello che già esiste in natura o che abbiamo creato con impegno e dedizione.

CURA & CURIOSITÀ
Tutto ruota attorno alla parola “cura”. Se non vogliamo che l’incuria entri dentro di noi, dobbiamo iniziare ad avere cura del territorio che abitiamo. Ognuno di noi vive nei paesaggi, ma sono anche questi paesaggi a vivere dentro di noi. Per prenderci cura, è necessario sviluppare la curiosità di conoscere e scoprire il nostro territorio, con vero interesse. Prendersi cura significa contrastare l’incuria, e il contrario dell’incuria è proprio “prendersi cura”, avere un interesse per il bene comune che ci circonda generando un legame profondo e consapevole.

DISPONIBILITÀ
La parola rimanda al porsi verso qualcosa che ci interessa sul quale desideriamo investire tempo e energia, mossi dalla convinzione che non solo sia utile, ma soprattutto sia un valore per il benessere di tutti, al servizio di tutti.

DIVERTIMENTO
Difendere e diffondere il bello divertendosi. Prendersi cura del proprio spazio insieme ad altri può e deve essere anche divertente.
Non solo momento di piacere e gioia, ma anche occasione per spostare il centro dell’attenzione da noi stessi a ciò che ci circonda e agli altri con i quali condividiamo gli spazi pubblici.

ENERGIA
Energia è lavoro in atto per il bene comune. Persone che lavorano insieme mosse dallo stesso spirito comunitario, generano un flusso benefico di relazioni ed emozioni.

FARE
“Se faccio capisco” diceva Primo Levi. Nell’ azione concreta comprendo il valore trasformativo, rigenerante e gratificante degli effetti immediati di un intervento sul territorio.
È come rimettere ordine dove prima regnava il caos.

GENTILEZZA
Scevra dell’alone romantico che essa evoca, la gentilezza rimanda ad un gesto semplice di attenzione come raccogliere cartacce, mozziconi, bottiglie di birra, ecc.., perché la strada, il parco, un marciapiede è lo spazio della mia relazione con l’altro, con l’ambiente in cui vivo e che voglio quindi pulito e decoroso.
Gentilezza rimanda alla gens in senso lato, alla comunità di appartenenza, quindi alla convivenza civile.

GENERATIVITÀ
Nella creazione di squadre miste composte da volontari e persone affidate dal tribunale, si uniscono le forze per prendersi cura degli spazi pubblici. Questo processo non solo favorisce il dialogo tra individui di contesti e culture diverse, ma consente di intrecciare conoscenze e relazioni significative. Grazie all’entusiasmo dei volontari e al calore della comunità, che si esprime in sorrisi, curiosità e piccoli gesti di accoglienza, si genera un contagio positivo che arricchisce tutti i partecipanti.

IMMAGINAZIONE
Evoca la prospettiva di una visione sulla città e della città che vorremmo e nello stesso tempo rimanda ad un’azione concreta, paziente e tenace per rendere possibile, a piccoli passi, la sua realizzazione.

INSIEME
È nel lavoro collettivo e condiviso che ritroviamo il senso dell’essere parte di una comunità. Azione civica che è sempre politica perché orientata al bene della polis, la nostra città.

LEGGEREZZA
Piace ricordare la citazione di Calvino nelle Lezioni Americane: “Voglio essere leggero, leggero come un uccello, non come una piuma”. Avere una traiettoria, una direzione, un progetto, sostenuto dal desiderio, che diventa atto creativo che costantemente si rinnova.

MOTIVAZIONE
La consapevolezza che il fare al servizio della comunità è necessario per il mio benessere psicofisico non basta se non è seguita da un’azione mirata e concreta, da un movimento che produce energia, apertura, progettualità e costanza nel perseguire piccoli, ma significativi cambiamenti.
Teorizzare in astratto, polemizzare in modo superficiale sono solo salti nel vuoto e nel nichilismo.

MATURAZIONE CIVICA
La maturazione civica passa attraverso il comprendere e il far comprendere, che la libertà di tutti dipende dalla responsabilità di ognuno di noi.

NOBILTÀ
Un atteggiamento nobile che faccia sentire, costantemente, la responsabilità degli spazi comuni come propri.
Il singolo soggetto non può che declinarsi ed evolvere se non nell’apertura all’altro, nell’uscita da quella dimensione egoica che è illusione di onnipotenza e inaridimento dello spirito.

ORIZZONTE
Abbiamo un orizzonte che è irraggiungibile. Non perché ci respinga, ma perché si allontana a mano a mano che ci avviciniamo. Questo “moto perpetuo” non ci svuota, anzi, ci regala una speranza eterna. L’appagamento, infatti, risiede nel viaggio stesso, non nella meta.

PARTECIPAZIONE
Ritrovare il senso della propria umanità nella condivisione e nel confronto con gli altri nelle differenze. Sentirsi motore del cambiamento, scegliere da che parte stare, in cosa credere, piuttosto che delegare e essere spettatori passivi delle scelte di altri.

QUALITÁ
Il concetto di “qualità” va oltre la perfezione tecnica o estetica; è una connessione profonda e consapevole nelle azioni quotidiane. Si manifesta nel prendersi cura dei dettagli, come una forma di meditazione che unisce mente e corpo, concentrandosi sul processo piuttosto che sul risultato.

RESPONSABILITÀ & RISPETTO
Le radici etimologiche di “rispetto”, che richiama un “sguardo all’indietro”, e di “responsabilità”, che implica “promettere, impegnarsi solennemente”, ci suggeriscono che quando usiamo queste due parole insieme, stiamo compiendo una promessa solenne a noi stessi. In quel momento è come se stessimo guardando il nostro riflesso in uno specchio “a tempo” capace di svelare ciò che diventeremo con il passare dei mesi e degli anni.

SENSIBILIZZAZIONE
Quel processo che mira ad aumentare la consapevolezza delle persone. Le nostre azioni puntano ad una sorta di “contagio”. Le nostre azioni devono generare un cambiamento di paradigma del sentirsi parte di una comunità.

SPAZIO COMUNE
Lo spazio comune è un dispositivo educativo. Uno dei più potenti. Lo spazio è il paesaggio in cui siamo immersi e determina ognuno di noi. C’è una connessione profondissima tra i luoghi che abitiamo e come siamo. Ognuno di noi abita il proprio paesaggio e il paesaggio abita dentro ad ognuno di noi.

TEMPO
Condividere il tempo, oltre che lo spazio, può diventare opportunità preziosa per intrecciare legami profondi con gli altri e con la città stessa. Prendersi cura della città e delle persone che la abitano significa, in realtà, prendersi cura di noi stessi. Ogni momento dedicato a migliorare l’ambiente che ci circonda, ci offre nutrimento sociale che alimenta il nostro senso di appartenenza di responsabilità. È un ciclo che si rinforza: più curiamo, più cresciamo insieme.

UMANITÀ
“L’io è una moltitudine” e senza la dimensione del noi e della relazione con l’ambiente sociale, la natura e il mondo nella sua essenza multiculturale, è destinato ad arrestare o inaridire il processo di evoluzione che rende umano ogni soggetto.
È significativo che umano, umanità e umiltà, abbiano radici nella parola “Humus” il cui significato è Terra. Una sorta di evocativo ed antico richiamo che ci permette di ritrovare la connessione con il tutto, origine e mistero di ogni cosa. Se la terra in senso globale viene violata, sfruttata, deturpata dall’insensatezza degli umani, anche l’habitat circoscritto in cui viviamo diventa il riflesso di un inesorabile processo di degrado, minaccia per la nostra stessa salvezza.

UTOPIA
In una realtà sempre più asfissiante vogliamo restituire la speranza di poter continuare a sperare.
L’utopia rappresenta un ideale irraggiungibile di città perfetta. Ogni azione è un passo concreto verso quella visione utopica, che ci permette di seminare speranza.

VISIBILITÀ
Un’azione costante sul territorio, riconoscibile dall’onda gialla dei nostri gilet, diventa richiamo, stimolo, contagio virtuoso per coinvolgere altri cittadini. La strada, il parco, sono gli scenari ideali per incontrarsi e ritrovare il piacere di un confronto, anche nelle differenze d’opinione, intorno al bene comune.

ZONZO
“Zonzo” significa vagare senza una meta precisa, ma estendendo questo concetto, si può interpretare come un invito ad andare in esplorazione del proprio quartiere, prendendosi il tempo di “perdersi” nei suoi angoli, nei suoi dettagli, nella sua vita quotidiana. Osservare senza fretta, apprezzare gli spazi e le storie che ci circondano e, attraverso questa curiosità, prendersi cura del territorio e connettersi con la comunità.

Al di là di ogni retorica, crediamo che nella figura simbolica dell’angelo si possa ritrovare il senso di un messaggio e di una spinta ad agire in modo responsabile.

Con gesti piccoli, costanti e pazienti, ma portatori di benessere e trasformazione, coltiviamo la nostra utopia.

 

 Insieme agli Angeli del Bello per difendere e diffondere il bello

 

ANGELI DEL BELLO MILANO O.D.V.  ETS